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  • Avv. Nicola Longobardi

Pensione di Invalidità, Indennità di Accompagnamento e Indennità di Frequenza: facciamo chiarezza.

Cos'è l’invalidità civile?

Sono invalidi civili le persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 33%. I soggetti minorenni o di età maggiore ai 65 anni si considerano invalidi civili qualora abbiano anche solamente difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.


Chi ha diritto a percepire la pensione di invalidità?

Nel caso in cui l’invalidità raggiunga un grado superiore al 74%, si acquista il diritto a percepire un assegno – pensione di invalidità, che per l’anno 2019 ammonta a 285,66 euro mensili.

Per percepire tale importo, tuttavia, il reddito personale annuo dell’invalido non deve essere superiore agli € 4.906,72 (per i casi di invalidità tra il 74% ed il 99%) o agli € 16.814,34 (per i casi di invalidità al 100%).


Cosa sono l’indennità di accompagnamento e quella di frequenza? Chi ne ha diritto?

I soggetti invalidi al 100% che siano altresì in una delle seguenti situazioni:

  • impossibilitati a camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore

  • si trovino in condizione tale da non poter compiere gli atti quotidiani della vita

hanno diritto a percepire - oltre alla pensione di invalidità - anche l’indennità di accompagnamento. Si tratta di un ulteriore contributo mensile pari a 517,84 euro la cui percezione non è condizionata ad alcun limite di reddito.

Per i minori di anni 18 che frequentino scuole o istituti e non abbiano i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento è previsto comunque il riconoscimento di una indennità di frequenza pari a 285,66 euro mensili qualora il minore abbia difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età oppure sia affetto da una perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore.

Indennità di accompagnamento e indennità di frequenza sono alternativi e tra loro incompatibili. Tuttavia, in presenza dei requisiti richiesti, l’invalido ha diritto a ricevere il trattamento economico più favorevole.


Come si presenta la domanda per questi contributi economici?

Il richiedente deve recarsi dal proprio medico di famiglia, il quale rilascerà uno specifico certificato medico inviandolo all'INPS e consegnando al paziente la ricevuta di trasmissione con numero di protocollo. A quel punto il richiedente dovrà inoltrare la propria domanda all'INPS in via telematica entro i successivi 30 giorni. Per fare ciò si deve essere in possesso delle credenziali del sito INPS oppure farsi assistere da soggetti abilitati come associazioni di categoria, patronati sindacali, avvocati, CAF ecc.

Successivamente si verrà convocati per una visita da parte della commissione medica ASL.


Cosa posso fare se non mi è stata riconosciuta ingiustamente la pensione di invalidità o l’indennità di accompagnamento?

Entro 6 mesi dalla comunicazione del verbale dalla commissione medica ASL è possibile proporre ricorso al Tribunale grazie all'assistenza di un avvocato.

Si tratta di un procedimento speciale e particolarmente veloce. Il Giudice nomina un medico terzo e imparziale che in tempi brevi visita l’invalido, determinando così se sussista o meno il suo diritto a percepire le prestazioni economiche richieste.

Nel caso in cui il ricorso venga accolto, l’INPS sarà obbligato a pagare anche gli arretrati maturati fin dal giorno della presentazione della domanda.

L’esperienza maturata dal nostro studio legale ci insegna che nei casi di ingiustizia conclamata può essere sufficiente promuovere il ricorso, senza dover attendere la nomina del medico scelto dal Giudice e la fine del procedimento.

Infatti, in casi di minore affetto da autismo con livello di gravità 3, anziani invalidi al 100% con insufficienza respiratoria ecc., l’INPS ha ammesso il proprio errore riconoscendo immediatamente le prestazioni economiche inizialmente negate.

Grazie alla collaborazione con lo Studio di Psicologia, Psicoterapia e Servizi Sociali “Il Mondo del Piccolo Principe” con sede a Senorbì, lo Studio Legale Longobardi ha presentato diversi ricorsi grazie ai quali è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento in favori di minori ai quali era stata negata o ai quali era stata riconosciuta la sola indennità di frequenza.


Ecco un esempio di ricorso vittorioso davanti al Tribunale di Cagliari con errore ammesso dall'INPS che aveva riconosciuto l’indennità di frequenza (285,66 euro mensili) quando in realtà sussistevano i requisiti per l’indennità di accompagnamento (517,84 euro mensili)


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